Wednesday, November 23, 2005

Con pinne, fucile ed occhiali...


Anno astrale 2600.
Si narra che nel lontano 2005 la attuale conformazione topografica dei quartieri dell’entroterra lidense fosse totalmente differente. La zona, infatti, era soggetta allo stesso curioso fenomeno che caratterizza a tutt’oggi il Mont Saint Michel in Francia, millenaria abbazia benedettina posta sulle coste della Manica, che a intervalli irregolari si trasforma in una perfetta isola sotto l’effetto delle maree.
Le acque del mar Tirreno, inseguendo il moto lunare, si ergevano fino a 10 metri sopra il livello del mare. Dove ora ci sono la via del Mare ed il quartiere Dragona, nella stagione delle piogge si formava l’immenso lago di Acilia. Si raggiungevano le proprie abitazioni col gommone e le automobili erano utilizzate come parafulmini; il quartiere Bagnoletto era noto per la produttiva pesca del tonno delle acque scure ed il gioco più in voga fra i bambini era la cosiddetta “caccia al tombino”, il cui scopo era trovare quello senza spaccature nel condotto fognario.
Non parliamo per visioni.
I nostri quartieri ogni anno, col cadere delle prime piogge, ricadono nel doloroso problema delle esondazioni.
L’emergenza allagamenti ha un’origine strutturale: l’eccesso di cubature autorizzate dal Comune negli ultimi anni, senza programmare per tempo il potenziamento delle reti dei servizi e delle infrastrutture, sta portando le nostre zone al collasso anche dal punto di vista idrogeologico.
Arriveremo veramente ad andare a lavorare in gommone?